Certificati sportivi, per chi si iscrive a praticare uno sport si presentano di fatto quattro situazioni certificatorie:
1) Attività ludico motoria –Chi si iscrive a danza, in palestra, etc sarebbe esentato dalla certificazione di idoneità. Infatti, il certificato per l’attività non agonistica non è richiesto se il club che organizza il corso non fa parte di una Federazione sportiva nazionale affiliata al CONI: il “decreto del fare” del 2013 esenta gli iscritti a club non tesserati Coni. Però la palestra può sempre chiedere un certificato di attività ludico-motoria! Tale certificato, redatto su carta intestata del non è stato abolito e può essere chiesto dall’assicurazione ai club per premunirsi in caso di malori, sinistri vari dell’allievo. L’attività del Medico è libero professionale e non c’è un tariffario.
2) Attività in palestre Coni –Se la società che organizza il corso è affiliata al CONI (CONI.it), è d’obbligo anche per chi va a danza, nuoto, yoga presentare il certificato per la pratica dello sport non agonistico. Diversamente dal certificato per attività ludico motoria, pur redatto in libera professione, si redige su modello ministeriale specifico, ma non c’è un tariffario. Sono autorizzati a produrlo solo i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, gli specialisti in Medicina dello sport negli ambulatori dedicati o i medici iscritti alla Federazione medico sportiva italiana-FMSI. Se il medico non rientra tra le categorie citate non può compilare il modello, a pena di possibili conseguenze legali in caso di malori od infortuni. Devono presentare il certificato non agonistico anche gli alunni che partecipano ai giochi sportivi studenteschi, per le fasi provinciali e regionali (per la fase nazionale serve l’idoneità agonistica) e ad altri eventi sportivi della scuola, come la corsa campestre. Se chiesto dal dirigente scolastico, il certificato per gli studenti è gratuito per gli studenti, e lo è anche per i disabili di ogni età. Occhio all’elettrocardiogramma. Basta farlo una sola volta nella vita fino a 60 anni. Le linea guida Fnomceo ed associazioni dei medici lo richiedono ogni anno per gli over 60 con un fattore di rischio come fumo, ipertensione, colesterolo e anche per chi ha meno di 60 anni se soffre di patologie croniche conclamate.
Certificati per sport agonistici – Per praticare qualsiasi disciplina a livello agonistico è obbligatorio un certificato di idoneità sanitaria da rinnovare ogni anno. I limiti minimi e massimi di età entro cui serve tale certificato sono fissati dalle diverse Federazioni sportive in relazione a ciascuna attività. Per ottenerlo è richiesto un iter presso il medico sportivo secondo Decreto Ministero Salute 18/2/1982 che passa per ECG con test da sforzo massimale. Questo iter è obbligatorio pure nelle competizioni non agonistiche, ma di grande impegno cardiovascolare, regolate dal Decreto Ministero Salute 24/4/2013 come le maratonine oltre 20 km, le gran fondo di ciclismo, nuoto, sci. In piena pandemia, all’inizio del 2022, in questo campo le norme sono cambiate. Per ridurre i tempi d’attesa degli atleti che hanno avuto il Covid-19 la FMSI ha pubblicato un position statement ripreso in una circolare ministeriale ed aggiornato quest’anno. Anziché visita agonistica più test, il “paper” impone una rivalutazione (“return to play”) più snella nell’iter, se possibile a cura dell’ultimo medico che ha certificato l’idoneità dell’atleta.
Il “return to play” – Ci sono tre iter a seconda delle tipologie di atleta-paziente, lieve-A1, moderato-A2 o grave-A3. Sugli under 40 con malattia asintomatica o lieve, da inizio 2023 basta una visita del medico sportivo che a propria discrezione avvia a valutazione con test. Una rivalutazione accelerata con test resta per i professionisti che devono affrettare i tempi di ripresa e su atleti dilettanti alla vigilia di importanti appuntamenti nazionali ed internazionali. Sugli over 40, su chi ha avuto malattia moderata-grave, su chi ha fattori di rischio cardiovascolare nel nuovo “paper” FMSI del 2023 tale valutazione è sostituita da una visita del medico sportivo dopo 30 giorni dalla negativizzazione. A propria discrezione, il medico sportivo può raccomandare test ergometro incrementale, eco color doppler, Ecg holter H24 con seduta d’allenamento e spirometria completa. Per una terza categoria -chi ha avuto malattia severa o critica, A3 – si aggiunge il cardio-pulmonary esercisse Test (CPET). Gli esami del sangue restano per le categorie A2 ed A3 se persiste il quadro dei sintomi. Per chi non pratica sport agonistici sarà il medico di famiglia o pediatra che ha certificato l’idoneità a chiedere eventuali indagini diagnostiche di approfondimento in base alle sue valutazioni cliniche ed anamnestiche.